Circolo Culturale "Il Colle"

Bruno Zago

Tecnica mista su tavola / tela
Tecnica mista su tavola / tela

 Bruno Zago  -  vive e lavora a Spresiano (TV)

 

"La poesia della luce tra figura e paesaggio"

"La ricerca di un impasto materico nella pittura di Bruno Zago è funzionale alla sua ispirazione che non si sottrae alle conquiste del colorismo veneto, ma gli impone un percorso originale fatto di slanci espressionistici. Non si tratta però di un Espressionismo gridato, bensì contenuto, nella misura che la meditazione sull'opera dei grandi maestri, anche Impressionisti, gli ha suggerito. Così la denuncia contro lo scempio del paesaggio di una intercultura erosiva e devastante, smaniosa di oro e di grandeur, non esplode nell?urlo e nel cromatismo violento che tolgono armonia e memoria al quadro, ma si incentra nel tema, alla ricerca di un distacco pensato, dove colore e gesto si misurano con un sano ermetismo formale. Zago, infatti, introduce nel suo discorso illustrativo, strutture e paradigmi geometrici che si esprimono, nel paesaggio, per sintesi coloristiche, per atteggiamenti o gesti appena accennati, quasi stratificati, nelle figure.

Questo discorso vuole valorizzare il procedere di un artista che ci trasmette pensieri, in una raffigurazione estetica e filosofica, che ingloba tutta la struttura dell?essere e il vivere di questa umanità che pensa."  - Luigi Pianca -

 

 

Quando ho visto la prima volta dal vivo i quadri di Bruno Zago, senza sapere nulla di lui, quello che mi ha subito incatenato lo sguardo alla tela è stata la matericità e l'armonia dei colori che faceva pensare alla spontaneità del gesto pittorico ed alla naturalezza del pensiero sottostante.

Le superfici dei dipinti sono rugose, spesse, solcate e segnate da nervature causate da grumi di colore impastato con gesso e comunicano la forza che costringe l'artista in un impegno che si fa fisico nel gesto creativo. L'evento artistico qui si dispiega e si svela nell?atto stesso della creazione.

Tutto è chiaro, trasparente nella pittura di Zago.

Larghe campiture  sfrangiate eseguite a pennello o spatola rimandano alla lezione che viene dal colorismo veneto di metà '900 e che ha il riferimento stilistico in Bruno Saetti, maestro nell?affresco su tela che addolcisce il timbro della tavolozza.

Il tratto distintivo di Zago è il suo naturalismo non descrittivo. Dipingere un paesaggio è per lui manifestare la propria adesione con una partecipazione emotiva di cui ogni pennellata è testimonianza.

Potremmo dire che si rifà alla matrice astratta che però non occulta la riconoscibilità naturalistica delle immagini. La casa resta casa, il prato resta tale.

Quanto all'iconografia Zago vira volentieri dalla paesaggistica al soggetto figurato. La figura femminile è quasi esclusivo oggetto del suo interesse. Una figura di chiara ascendenza cézaniana nella sua asciutta e geometrica essenzialità, così composta, riflessiva, in serena attesa.

Di recente ha fortemente sentito le suggestioni cromatiche che vengono dalla laguna veneta e dal delta del Po e da esse ha tratto ispirazione per la serie 'Finestre sulla laguna'.

In queste opere è dominante il colore blu che è il colore più astratto di tutti, infatti è il colore del cielo, dell?infinito e così era anche nella pittura antica basti pensare a Giotto.

Gianfranco & Marconato,   dicembre 2009